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12 Dicembre 2024
Lettera di Gianfranco Bergero da
Camp Robin-Madagascar
Stefano carissimo e tutti voi del "S. Tomaso", buon giorno !
dopo essermi destreggiato tra le riunioni a cui assistere, le commissioni per i
rifornimenti mensili, gli impegni in sospeso e i momenti di riposo necessari,
prima di ripartire a Camp Robin ecco due righe per gli auguri di Santo Natale e
felice Anno Nuovo.
Sono vice curato in un distretto a circa 90 km al nord di Fianarantsoa, percorso
dalla nazionale "asfaltata" numero 7 che taglia Madagascar dal (quasi)Nord al
Sud, ma le cose non sono così rosee anche se la situazione è forse tra le
migliori della diocesi. Si vede che il Provinciale e il Vescovo hanno avuto
pietà per gli anni che il Signore mi ha concesso finora.
90 km in tre ore, di gimcane tra le buche sperando di indovinare quella meno
profonda. I viaggi in taxi-brousse sono alle volte più rapidi di mezz'ora, a
meno che anche loro non subiscano una panne meccanica. Il mio curato nel suo
ultimo viaggio ha impiegato sei ore, lo aspettavamo per pranzo ed è arrivato per
cena !
Sono trascorsi quasi 4 mesi dal mio primo arrivo a Camp Robin ricevuto con
espressioni di simpatia e di timore !
Come da noi una volta si minacciavano i bambini con "...se non fai il bravo,
viene l'orco nero a mangiarti ", cosi qui si usa ancora zittire i bambini
dicendo " mangina, ho avy ny VAZAHA !" ; è comprensibile quindi che per i primi
due mesi erano non pochi quelli che si nascondevano dietro papà o mamma. Solo
gli adulti più anziani, che avevano conosciuto l'ultimo curato Vazaha (europeo
bianco) presente sul posto 25 anni fa, erano decisamente cordiali, gli altri mi
facevano una sorta di esame di lingua per vedere se ci si poteva capire... Credo
di avere superato l'esame anche se appena solo 15 giorni fa ho capito come
salutarli incrociandoli per strada.
Avevo provato tutte le formule : quella classica, quella della costa a Est di
Fianara, quella in uso a Fianara, il segno con la tesa del cappello in uso nel
mio precedente distretto... niente da fare. Certamente sicuro della mia
esperienza di 56 anni di Madagascar pensavo di sapere, infine, dopo essere stato
zitto per un'ora e mezza di cammino all'andata e un'ora al ritorno, ascoltando i
saluti che il catechista scambiava con chi ci incontrava,... dài una volta e dài
un'altra, ho afferrato infine la maniera giusta per rispondere o dare il saluto!
Una bella botta per la mia sicumera, ammonimento per affrontare con più
semplicità e umiltà, che non fa mai male, l'avvenire
Dopo due anni relegato completamente in ufficio, sto ri-imparando a fare il "broussard"
: riempire con ordine lo zaino del necessario, rinforzare il cuoio alle piante
dei piedi macinate dalla sabbia e dal fango, patteggiare con zanzare, pulci e
qualche pidocchio da cui disinfestarmi una volta arrivato a casa, gustare le
gioie e le preoccupazioni del ministero pastorale.
Le 7 comunità che visito sono a due orette o poco più a piedi ad andare e
altrettante al ritorno, le altre 18 sono a carico del curato che le visita in
auto e a piedi anche lui. Al centro ci dividiamo il lavoro delle riunioni di
formazione dei catechisti e delle associazioni.
Il lavoro non manca, l'accordo con il curato è fraterno e cordiale, la salute mi
permette delle buone sudate per colli e valli del distretto.
Per ora a Camp Robin sono tagliato fuori da Internet; solo a Fianara uso e-mail
e WhatsApp. Riprendo i contatti quando rientro, come in questa settimana, a
Fianarantsoa per la riunione di tutti gli operatori pastorali della diocesi.
Ho ricevuto il vostro dono di 1000E che mi avevate promesso durante il nostro
ultimo incontro a Gallarate.
Vi ringrazio non solo per i soldi, ma soprattutto per il vostro impegno a
conservare il ricordo della formazione che abbiamo ricevuto e nonostante le vie
differenti percorse influisce ancora sui nostri cuori di "vecchi RAGAZZI COSÍ" .
P. Cesare Giraudo con tenacia continua a mantenermi aggiornato inviandomi
puntualmente i giornali. Leggendo le notizie non posso che constatare come il
mondo oggi vada perdendo i pezzi !
Tutti si danno da fare per assicurarsi con trattati e intese più o meno
pubbliche la pace, dimenticando che pace è frutto della nostra anima "in pace".
Celebrerò la vigilia e il Natale al centro, come sempre mi aspettano ore di
confessioni e liturgie ricche di canti, danze e musica, spero di pregare con
fede e amore per questo mistero un pò troppo travisato dalle luci e da vestiti
di festa e auguri a fior di labbra...
Ho preso come motivo per me e per la gente l'invito di S. Paolo " Abbiate in voi
gli stessi sentimenti di Cristo Gesù"Fil 2,5
se mi date una mano perché faccia qualche progresso in questo senso, cercherò
anch'io di contraccambiare !
E' l'unico modo per creare la pace che tutti blaterano, ma solo Gesù rende
possibile.
Che questo Natale ci porti la pace del cuore.
"Lava ny bosaka, very ny kisoa, lava ny resaka very ny soa" (se l'erba è alta si
perde il maiale, se il discorso è lungo se ne perde il senso -assonanza tra
kisoa=maiale e soa=senso,gusto ) quindi termino.
Santo Natale e felice Anno Nuovo ! a voi tutti.
A te, Stefano, auguri anche per il tuo onomastico S. Stefano il primo che ci ha
lasciato la pelle per LUI ! Tutto un programma !
Bergero sj |