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Agli amici

 

“Dico per voi, compagni d'un cammino                    

folto, non privo di fatica....                                          

 … ricorda [te]  il tempo                                                

prima che s'indurisse la cera,                                    

quando ognuno era come un sigillo.                         

Di noi ciascuno reca l'impronta                                

dell'amico incontrato per via;

in ognuno la traccia di ognuno.

(Primo Levi)

 
Il S. Tomaso: “hic in procella salus”      

La sua nascita

E' da un'idea del vicecurato della cattedrale, don Dalmazio Peano, che ha vita il collegio “san Tomaso”, a Cuneo. (foto: don Peano)

E' lui che, nel 1880, pensa di aprire una scuola popolare per “studenti e artigianelli”, in via Mazzini, dove oggi si trova l'Istituto Sacra Famiglia, dedicata a san Tomaso d'Aquino. L'anno dopo inaugura la scuola, senza la sezione per gli artigianelli, vista anche una certa opposizione degli artigiani cuneesi.

Nelle immediate vicinanze, intanto, si decide la costruzione del Quartiere Militare e il canonico reputa quel contesto non più consono alla sua opera, per la quale individua un nuovo sito in una zona periferica della citta, allora dedicata ad orti, in viale Angeli, e comincia qui la costruzione di un nuovo collegio.

Venduto l'edificio di via Mazzini alle Suore della Carità (che vi aprono, appunto, l'Istituto della Sacra Famiglia), da qui, nel 1885, don Peano trasferisce gli allievi delle elementari e del ginnasio nei nuovi locali dotati di spazi ampi e luminosi per la ricreazione, sul modello salesiano avviato anni prima a Torino da don Bosco.

 

 

Clima del tempo

Sono anni di particolare effervescenza in ambito ecclesiale. A livello nazionale, pur nel perdurare di posizioni anticlericali da parte del governo italiano, tra i cattolici si faceva a poco a poco strada la convinzione che la Chiesa avrebbe potuto assumere un ruolo di particolare importanza nella risoluzione dei conflitti sociali. Pertanto si erano andati intensificando gli impegni dei laici cattolici, affiancati dal clero, in opere religioso-sociali, di carità, di istruzione ed educazione, di arte cristiana. Vivissimo era il richiamo agli esempi del Cottolengo, di don Bosco, del Murialdo. 

A Cuneo è don Peano che se ne fa particolare interprete, con suoi stretti collaboratori. Egli volge le sue attenzioni al mondo del lavoro (promuove la nascita di Società Operaie Cattoliche), al mondo giovanile, ai temi della comunicazione con la fondazione, nel 1885, del primo giornale cattolico cuneese, “Il corriere delle Alpi”.

 

 

L'arrivo dei Padri Gesuiti nel Collegio

Problemi di salute e dispendio di energie investite nelle sue molteplici attività portano don Peano a chiamare, nel 1888, i Padri Gesuiti a dirigere il collegio “san Tomaso”, vincendo, su invito del Vescovo, una certa riluttanza nei loro confronti, perchè li riteneva “i meno adatti a dirigere il suo Collegio Popolare”. Desidera che il collegio continui ad accogliere giovani della classe media borghese, caratterizzandosi come un “quid medium tra quelli di don Bosco e quelli dei gesuiti a Mondragone o Monaco”.

Così, nel 1890, sono due i padri gesuiti che ne assumono la direzione effettiva, mentre quella nominale rimane a don Peano, fino al 1909.

La nuova gestione non viene accolta con favore da dirigenti comunali e provinciali e il Provveditorato agli studi vieta ai professori statali di insegnare nel S.Tomaso, provocando il ritiro di tutti gli studenti del ginnasio e del liceo da parte dei genitori, salvo 14 alunni delle elementari. A questi il nuovo rettore gesuita riesce ad aggiungere 33 nuovi convittori, raccolti tra Torino, Genova e Savona.

  

Primo progetto di “Scuola Apostolica”

Intanto i Gesuiti propongono a don Peano un cambio di proprietà, ipotizzando la trasformazione del collegio in Scuola Apostolica per vocazioni sacerdotali e religiose.

Il nuovo padre provinciale Fortunato Giudice, però, lascia presto cadere il progetto di Scuola Apostolica e concorda con don Peano, che conserva la difficile amministrazione economica del collegio, la sostituzione progressiva di Chierici e Suore con padri Prefetti Gesuiti e Fratelli Coadiutori. Grazie alle donazioni generose di una benefattrice genovese vicina ai gesuiti, sul finire del secolo ha fine anche l'assillo economico. A Monsignor Peano, riconosciuto dalla Compagnia come “benefattore insigne”, viene riconosciuto un decoroso vitalizio.

A poco a poco il clima di diffidenza che aveva accolto l'arrivo dei Padri si dissolve e il Provveditorato non oppone più riserve, anche grazie all'azione di una Congregazione Mariana per signore, sorta nel 1896.

Il Collegio accoglie, dal 1906 al 1915, i chierici del seminario diocesano, e così sale a circa 110 il totale degli alunni. Il motto presente nello stemma qui a fianco ne riassume i principi educativi di base. (foto: Agere, non loqui)

Dal 1915 al 1919, in concomitanza con gli eventi della prima guerra mondiale, il collegio viene trasferito a Gozzano Novarese, già casa di Noviziato e il S.Tomaso è adibito a ospedaletto della Croce Rossa. Anche in questa nuova funzione “hic in procella salus”!

  

Crescita e trasformazioni del Collegio

Con il ritorno da Gozzano per il S.Tomaso inizia un periodo felice. Il Collegio annovera tra le sue fila figli di ex alunni del “Sociale” di Torino e della “Visitazione” del Principato di Monaco, altri arrivano a seguito della chiusura dei convitti di Genova-Arecco e di Torino-Sociale. I convittori o interni del S.Tomaso ora  sono più numerosi degli esterni. La situazione migliora ancora dopo il 1929, allorchè il Collegio ottiene dal Governo la “parifica”, evitando di dover presentare, ogni anno, presso qualche scuola esterna, i propri alunni per l'esame di licenza. (foto: targa esterna collegio parificato)

Sono, questi, tra il 1923 e il 1933,  anche gli anni in cui il S. Tomaso registra numerosi interventi di ampliamento, rinnovamento e abbellimento dei locali che interessano il teatro, la cappella e il sopraelevamento di un piano dell'intero edificio (per questi dettagli vedi Il San Tomaso nel 1933 ), trasformato in terrazzo a utilizzo ricreativo-sportivo.

Nel 1926, nell'atrio del collegio, si inaugura la lapide agli ex alunni Caduti nella Grande guerra, alla presenza del principe Umberto II di Savoia.

Nel 1937, per motivo, tra gli altri, di riordinamento e riorganizzazione interna alla Compagnia protesa nelle missioni all'estero, allora specie in Cina, ordini superiori impongono la chiusura del Collegio. Nel settembre dello stesso anno si trasferisce da Gozzano al S. Tomaso il Noviziato con il Carissimato (il liceo interno).

  

Il San Tomaso  “Scuola Apostolica”

Con il 1952, però, il Noviziato chiude e passa a Galloro (Roma) e gli sottentra la Scuola Apostolica,  che lascia definitivamente Muzzano Biellese, troppo isolato nella provincia piemontese. Rinasce quindi, con l'anno scolastico 1952/53, il S. Tomaso che, insieme agli apostolici, annovera esterni e, fino al 1956, alcuni convittori. Primi Rettori ne sono P. Brogini, P. Piloni, P. Capitta e P. Bauducco.

Dal 1961 entra in proprietà del Collegio la ex casina reale di caccia, a S. Giacomo di Entracque, già utilizzata da dieci anni per le vacanze estive e progressivamente ristrutturata e sopraelevata di un piano.

Il collegio aveva già potuto contare per alcuni anni anche su una villa (chiamata “Tornaforte”) con parco, nelle immediate vicinanze di Cuneo, a Madonna dell'Olmo, per accogliere gli apostolici in periodi di vacanze.

Roccavione e Limone rimangono le località preferite per le attività sportive invernali e Noli per soggiorni marini.

 

La Scuola Apostolica, pensata come seminario per le missioni straniere, aveva avuto il suo atto di nascita in Avignone, nel 1865, seguita presto da altre in Francia e in Belgio. Nel 1878 anche la provincia torinese ebbe la sua, a Monaco, passata nel 1918 a Chieri e l'anno successivo a Torino, presso il Regio Parco, e poi ancora, nel 1929, a Muzzano Biellese. Qui e a Cuneo affluirono anche alcuni alunni dal “Nido Apostolico”, sorto a Sestri Levante, nel 1950, per libera iniziativa di due signore.

 

Verso la chiusura

La Scuola Apostolica termina la sua stagione nel 1970 e due anni più tardi chiude anche l'esternato. I locali sono venduti al Comune, che autorizza la costruzione dei nuovi locali dell'Associazione Giovanile (avviata dai Gesuiti nel 1907) in via Bersezio, 2. Negli ultimi anni si era dovuto ricorrere all'opera di insegnanti esterni.

Gli anni Sessanta sono stati anni di grandi trasformazioni. Con l'istituzione della scuola media unica, e obbligo di frequenza fino a 14 anni per tutti, si moltiplicano le scuole anche nei piccoli paesi; il Concilio Vaticano II segna un profondo rinnovamento nella Chiesa, mentre avanza il processo di secolarizzazione e il “Sessantotto” contesta i modelli di vita tradizionali. Tutti i seminari diocesani e religiosi registrano il cambiamento, compreso il S. Tomaso.

Dopo il 1972, il S. Tomaso, in ossequio alla regola ignaziana, diventa “Residenza”, casa di opere, che permetta ai Padri il pieno esercizio di tutti i ministeri sacerdotali consoni con la loro vocazione. Esercitato in assoluta gratuità.

 

 Osvaldo Aime

 

 Bibliografia:

 - Padri ed ex alunni

  I Gesuiti a Cuneo dal 1888 ad oggi

  1988

- Raineri M.

  Il movimento cattolico in Italia dall'Unità al 1948

  Loescher, 1975

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