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26 Ottobre 2013

Sono passati due anni da quando P. Pierino Ghi ci ha lasciati per il Cielo. 

Desideriamo comunicarle che le celebrazioni del suo 2° Anniversario saranno le seguenti: 

  •  SABATO 26 OTTOBRE: 

A Canove di Govone (Cn) 

 - ore 16,15: Rosario al Cimitero

- ore 17,00: S. Messa e testimonianze

 (Ritrovo a Cuneo alle ore 14,15 al Parco della Resistenza).

 Per chi vuole andare in pullman telefonare alla sig.ra Michelina: 3332363604

 

  • NELLA CHIESA DEI GESUITI - S. Tomaso in via Statuto n. 14 a Cuneo:

-        Mercoledì 30 ottobre: dalle ore 16,45 alle ore 17,45: collegamento con radio Maria con Rosario, Vespri e Benedizione Eucaristica. A seguire la S. Messa alle ore 18,30.

-        Giovedì 31 ottobre: S. Messa alle ore 18,30.

-        Il primo venerdì 1° novembre: Mons. Vescovo Giuseppe Cavallotto celebrerà alle ore 20 la S. Messa seguita da Processione Eucaristica e preghiera di intercessione per i malati nel corpo e nello spirito.

 In comunione di preghiera, saluto cordialmente.

                         P. Gigi Manino S.J.

29 Settembre 2013

Domenica 29 settembre alcuni ex allievi valdostani si sono ritrovati, come ormai da qualche anno, a Saint Nicolas. In piedi nella foto da sinistra: Stefano Bergesio (che non è valdostano…), Franco Bognier, Henry Armand, Sergio Quinson con la moglie Emilia; accosciati: Giacomo Billotti e Camillo Chamonin.

26 Settembre 2013

Padre Navone, da 48 anni in missione, rientra in Madagascar dove lo attendono 100 battesimi....  (Vedi)

Auguri di buon lavoro e arrivederci tra tre anni!

Magari con aggiornamenti via internet, attraverso padre Sciuchetti?

23 Settembre 2013

Lettera da P. Tonino Taliano ...  (Vedi)

Omelia di  P. Tonino Taliano nella parrocchia Faravohitra   ...  (Vedi)

22 Settembre 2013

Papa Francesco a Cagliari  (di Ignazio Pinna)....  (Vedi)

16 Agosto 2013

Lettera inviata da P. Tonino Taliano ad Alberto Burzio che lo aveva intervistato per "La Guida" e "Il Coltivatore" e la cui intervista è su questo sito.

Antananarivo, 4-6-2013

Carissimo Barba Bertu,

ho ricevuto con tanto piacere i tuoi messaggi, ma purtroppo non i giornali per posta normale: forse arriveranno ancora, con più calma, come ai tempi antichi.

Alcuni parenti ed amici hanno letto con tanto piacere la nostra intervista sul Coltivatore e con gioia sono riandato al nostro incontro a Cuneo: ti ringrazio ancora per quei momenti belli passati insieme rivivendo ricordi che mi commuovono sempre, e mi convincono sempre di più che dietro c’è la Provvidenza che tiene le fila e realizza un progetto d’amore che noi conosciamo poco per volta.

La sera stessa del mio rientro in Madagascar, subito una sorpresa: devo lasciare Majunga, sulla costa Nord-Ovest, molto calda, dove avevo svolto il mio apostolato per 9 anni, e venire nella capitale Antananarivo, sull’altopiano centrale a 1200-1400 metri di altezza (da Aprile a Settembre fa freddo, e non esiste il riscaldamento) per svolgere una duplice attività: cappellano di una clinica di 114 letti tenuta da suore, per seguire spiritualmente e moralmente i malati, il personale, le suore e le famiglie dei malati, e la comunità di lingua francese della nostra parrocchia, circa 1800 persone: quando penso che il primo dettato in francese dai Tomasini a Cuneo in prima media avevo fatto 40 errori, il professore deve rivoltarsi nella tomba: ora devo fare due prediche ogni domenica davanti a 700-800 persone di livello culturale piuttosto elevato. Preferisco predicare in lingua malgascia, ma pazienza, mi abituo.

Purtroppo la situazione politica e sociale non è buona, ci sembra di camminare sul filo del rasoio, non si può scartare nessuna eventualità: speriamo in bene.

Caro Bertu, scusa, Barba Bertu, tu che sei una brava persona, dì un’Ave Maria per me e la mia gente, come facevi da piccolo: farai dei miracoli. Auguri di ogni bene.

                                                                                                   P. Tonino Taliano

13 Agosto 2013 

 

Un saluto agli amici che hanno frequentato il San Tomaso e che ho ritrovato in questi anni!

Auguro a tutti buone vacanze e approfitto per comunicare a chi fosse in quel di Cuneo a inizio settembre un appuntamento per approfondire la spiritualità ignaziana, in un momento in cui si parla molto di gesuiti (ora c'è anche il Papa!) ma si conosce abbastanza poco di che cosa li caratterizzi all'interno della tradizione cristiana.
Così, insieme ai padri gesuiti del San Tomaso e all'associazione "orizzonti di pace" presieduta da Gigi Garelli, abbiamo accettato volentieri la proposta di p. Franco Guerello (qualcuno di noi lo ha avuto professore di lettere al Sociale di Torino) di presentare due piccole opere del fondatore dei gesuiti, Ignazio di Loyola, che p. Franco ha tradotto quando ancora era studente e che ha pubblicato due anni fa. Si tratta dell'Autobiografia, dettata da Sant'Ignazio e quindi destinata al pubblico, e di quello che resta del Diario Spirituale, scritto solo per sè, ma molto utile per capire la personalità del fondatore.
La conferenza, intitolata:

"Ignazio di Loyola, questo sconosciuto - Dopo quasi cinque secoli l'attualità del paradigma ignaziano",

si terrà

Lunedì 2 settembre, alle 20,30

nei locali dell'Associazione San Tomaso, in via Bersezio 2 a Cuneo

Per chi non ricordasse, via Bersezio è la parallela a monte di via Statuto, e i locali sono stati costruiti dove c'era un campetto da calcio utilizzato ai nostri tempi.
Rinnovo l'augurio di un buon riposo agostano, e spero che ci vedremo in tanti per quella serata...


Stefano Bergesio 335.6875934

10 Giugno 2013 

Cari amici,

è doveroso da parte mia un ringraziamento a tutti quelli che hanno partecipato alla giornata del 2 giugno e un po’ di relazione per quelli che non hanno potuto esserci ma che mi hanno chiesto di portare i loro saluti e di essere informati sull’incontro e su eventuali iniziative.

Che sia stata una bella giornata è fuori discussione, per fortuna lo è stato anche dal punto di vista meteorologico, il che ci ha permesso finalmente di scattare una foto di gruppo come si deve, che allego a questo messaggio, elencando di seguito i presenti: (da sinistra) Guido Arione, che arrivava da Roma, Gabriele Somà, Gianni Genero, Giovanni Falco, Felice Folco, Giacomo Billotti, Giuseppe Roni (new entry, da Massa), Giuliano Mariani (anche lui da Massa), Ottavio Panero, Giuseppe Ramero, Lidio Casetta (accosciato), Giorgio Marengo, Ugo Riba, Lorenzo Bertaggia (accosciato), Giovanni Seia, Osvaldo Aime, Pietro Crivellaro (accosciato), Franco Bognier, Gesuino Contini (accosciato, da Monopoli, record di distanza), Domenico Franco (new entry), Luigi Marengo, Giuseppe Bailone, p. Paolo Gamba, p. Piero Granzino, Franco Peyracchia, p. Gigi Manino, Giuseppe Peirano, Ezio Ghisolfi (new entry), Renato Peyracchia (seminascosto), p. Maurizio Bozzo Costa, Ezio Serale (seminascosto), Adriano Ferro, p. Teresio Gianuzzi, Stefano Bergesio.

La foto è stata scattata a Roata Chiusani, frazione di Centallo dove ci siamo recati per il pranzo al ristorante Picchio Rosso e dove abbiamo visitato anche la casa natale del cardinale Michele Pellegrino, nato in questo paesino 110 anni fa. Nella foto, oltre a Pier Mario Cotella che l’ha scattata, mancano alcuni che erano presenti alla celebrazione eucaristica nella cappella del San Tomaso ma che poi sono dovuti rientrare in famiglia per vari motivi: Luciano Magnone, per esempio, si è fatto una corsa dalla Liguria a Cuneo per partecipare alla Messa e per salutare gli amici, rientrando  poi a Ceriale per il primo pomeriggio, ma c’era anche Pietro Pandiani (anche lui new entry) da Cuneo, Francesco Ferrari da Limone, Franco Bovo da Envie, Celestino Cadorin da Saluzzo e fratel Carlo Giraudo, nostro punto di riferimento al San Tomaso, che è dovuto restare in comunità per i suoi impegni.

La celebrazione eucaristica è stata presieduta da p. Piero Granzino e concelebrata da p. Teresio Gianuzzi, ambedue provenienti dal Sociale di Torino, da p. Paolo Gamba, sempre “in gamba” nonostante i quasi 90 anni, da p. Maurizio Bozzo Costa e da p. Mario Urilli, tutti della residenza cuneese.

Durante il pranzo Giovanni Seia ha illustrato lo stemma del Collegio San Tomaso, di cui aveva fatto stampare una copia a colori che troneggiava sulla parete di fondo del ristorante: un concentrato di simboli e riferimenti storici, letterari e teologici che solo un esperto di araldica come Giovanni poteva ricostruire con tanta competenza. Lo stesso logo verrà riprodotto su una cravatta esclusiva a disposizione di tutti gli ex alunni che ne faranno richiesta e per la quale domenica si sono già raccolte una ventina di prenotazioni. Il costo indicativo è di 30 euro e sono necessarie almeno 40 adesioni, che possono essere comunicate a me (a questo indirizzo mail o al 335.6875934) o direttamente a Gianni Seia ( seia.gianni@tiscali.it  o 347.6021497).

E’ stato ribadito ancora una volta l’apprezzamento per il sito creato da Pier Mario Cotella (www.exalunnisantomasocuneo.org) strumento utilissimo per mantenere i contatti, oltre che per documentare gli anni in cui è nata la nostra amicizia. Rinnovo quindi l’invito a tutti quelli che avessero documenti o fotografie non ancora pubblicate a inviarle a Pier Mario (cotella.p@alice.it), insieme a notizie di iniziative, incontri, viaggi in qualche modo collegati all’esperienza di quegli anni (p. Granzino, per esempio, mi ha promesso una relazione sull’udienza del 7 giugno di papa Francesco agli alunni ed ex alunni delle scuole dei gesuiti…). Riporto, inoltre, l’invito di p. Gigi Manino a segnalare il possesso di numeri del periodico “Ragazzi Così”, di cui si vuole promuovere una raccolta più completa possibile.

Per chiudere, vorrei tornare su un tema che nell’incontro di domenica 2 giugno non abbiamo affrontato esplicitamente ma che è emerso in molte conversazioni come condizione per mantenere vivo il nostro gruppo ed è l’esigenza di progetti operativi in cui incanalare la nostra voglia di fare qualcosa di utile per gli altri, come segno comune di un ideale che ci è rimasto dai tempi del San Tomaso. I campi di azione possono i più vari: dalla collaborazione con nostri compagni che lavorano nel terzo mondo all’impegno sociale, formativo o culturale nella nostra realtà, fermo restando che il cemento di ogni nostra iniziativa resta l’amicizia ritrovata dopo tanti anni e la comunanza di ideali che permane nonostante le diverse esperienze di vita. Invito quindi chiunque avesse proposte da fare in questa direzione a comunicarle a me o a qualcuno del gruppo  che si è detto disponibile a collaborare in modo più organico:   Lorenzo Bertaggia (0321.628116 o lorenzo.bertaggia@alice.it), Franco Bognier (339.8648819 o francobognier@, Piero Crivellaro (348.7941012 o crivelp@libero.it), Giovanni Falco (366.1377063 o giovannifalco@libero.it), Felice Folco (333.1923068), Gianni Genero (348.3557434 o g.genero@libero.it), Luigi Marengo (333.2394047 o luigimarengo44@gmail.com), Gianni Seia (347.6021497 o seia.gianni@tiscali.it) e Gabriele Somà (347.8986905. A inizio ottobre questo direttivo (aperto, ovviamente, a tutti quelli che vorranno aggiungersi e partecipare, comunicheremo per tempo data e luogo di incontro) si riunirà per esaminare le proposte pervenute e decidere il da farsi.

Spero che questa mia nota sia utile a mantenere e far crescere quel rapporto di amicizia che abbiamo ritrovato dopo tanti anni e a cui credo tutti teniamo particolarmente.

Un abbraccio a tutti e arrivederci presto.

Stefano Bergesio

16 Aprile 2013

Cari amici,

annuncio con gioia che finalmente è attivato un account facebook : Ex Allievi Gesuiti Cuneo

Invito tutti voi a chiederne l’amicizia per tenerci uniti e per cercare altri nostri amici di cui abbiamo perso il contatto.

Allego anche bozza della cravatta che ho fatto realizzare in pura seta 112 fili. E’ un bel ricordo dei nostri tempi felici. Attendo le vostre prenotazioni urgenti  prima di ordinarla alla ditta fornitrice. (minimo ordine 50 pezzi).

Cordiali saluti ed arrivederci al 2 giugno per il pranzo annuale.

Un abbraccio fraterno a tutti.

   

Giovanni Seia

 

Febbraio 2013

Azpeitia  (di Ignazio Pinna)

Credo di non essere stato il solo a pensare che Loyola fosse il nome del paese natio di S.Ignazio, fondatore della compagnia di Gesù. L’ho pensato sino al febbraio del 2013, quando, avendo deciso con mia moglie, di visitare i Paesi Baschi, non potevo fare a meno di visitare appunto Loyola.

    

La ricerca in rete di Loyola mi procurava non poche difficoltà. Non appariva chiaro dove si trovasse quello che io credevo fosse un paese. Digitavo Loyola e mi appariva subito la città di S.Sebastian e quasi ero convinto che il luogo natio del Santo fosse appunto un quartiere o, meglio, attenendoci al significato vero della parola barrio, un settore con carattere marcato proprio di quella città.

    

Ansiosamente ne cercavo la collocazione nella cartina per inserirlo nel percorso da programmare nel viaggio in auto da Bilbao a Girona. Poi continuavo a leggere perché ancora non mi appariva chiaro quanto letto. Per cui continuavo a leggere, appunto, e fortunatamente si parlava, dopo altre località nominate Loyola, anche del santo e solo allora scoprivo che il paese di nascita del Santo era appunto Azpeitia e che lì nasceva Ignazio di Loyola, in basco Íñigo López Loiola, il 24 dicembre del 1491. O meglio uno dei nove centri di Azpeitia, quello denominato Loyola.

    

Potevo quindi ubicare con certezza la località nel navigatore e la mattina presto, al lasciare Bilbao, avviarmi con il cuore in gola. Avevo contagiato anche mia moglie. Era proprio bello visitare il luogo natio del fondatore dell’Ordine presso il quale ero stato allievo alla fine degli anni 50 per frequentare il ginnasio nel collegio dei Tomasini di Cuneo.

   

Arrivavo in vista di una enorme chiesa con una cupola maestosa. Era alla mia destra, sul lato destro della strada che mi ci aveva condotto. Forse l’emozione dell’evento sperato, forse anche il freddo intenso (eravamo a febbraio anche se ad una altitudine di soli 80 metri) mi offuscavano la lucidità. Alla mia sinistra c’era una sequenza di fabbricati di un solo piano elevato oltre quello terra. Ed erano o bar o ristorante o hotel … o forse era tutto un complesso con hotel con il suo ristorante e bar annesso.

    

Avevo bisogno di un caffè

   

Anzi avevamo bisogno della colazione. A Bilbao, la mattina presto, non avevamo fatto colazione ed ora, solo un’ora dopo, ne sentivamo il bisogno. Entravo in quello che mostrava l’insegna di un bar. Alla signora al bar chiedevo due cappuccini … mi raccomando italiani … e due paste. Quiere un pastel S.Iñigo? Come sarebbe a dire?  le rispondo in castigliano. Es un pastel muy sabroso … mi assicura. Ne prendiamo due. Veramente saporiti. Ben più di un semplice cornetto! E se qualcosa o talvolta il prezzo fosse indicativo, quel dolce doveva essere più che speciale. O forse il suo nome ed il richiamo al santo gli conferivano ancor più valore, almeno quanto tre cornetti!

  

La signora ci conferma, attraverso prima il dolce e poi con dei libretti illustrativi, che ci trovavamo proprio nel luogo d’origina del Santo ed anche, aggiungeva, di un recente Beato, Francisco Gàrate, la cui casa natia sta poche decine di metri oltre il santuario. Questo, prossimo alla strada d’arrivo dal lato opposto al bar, é quanto mai vistoso e monumentale.

Attraversiamo la strada, saliamo la imponente scalinata e ci addentriamo nel cuore nella splendida monumentale costruzione barocca, la percorriamo lungo gli otto settori, ciascuno sede di una cappella, e poi, quasi attratto da una forza centripeta mi trovo ai bordi del perimetro della maestosa volta della cupola, di fronte ad uno specchio che mi riporta la sua immagine. 

Immagine che voglio apprezzare in modo diretto nonostante lo sforzo che mi impone l’artrosi cervicale galoppante e rimango assorto non riuscendo a concentrarmi a pieno su niente, ma solo contento, appagato, felice insomma.

 

E poi  visitiamo la casa fortezza

Anche la famiglia di nascita del Santo mi era stata sconosciuta sino ad allora. Ignazio nasceva da famiglia nobile, ultimo di tredici figli, anche lui coinvolto nelle armi sino all’età di 30 anni, quando veniva ferito nella cittadella di Pampelune. Comincia allora il suo cambiamento spirituale, la sua dedizione ad una missione più alta, quella spirituale. Il periodo di convalescenza lo porta ad abbandonare i privilegi del suo censo e la sua casa fortezza per recarsi in Terra Santa, laurearsi alla Sorbona e da qui iniziare a comporre la compagnia.

E’ tutto molto ben illustrato nella casa fortezza inglobata nel complesso del santuario. 

Visiti quindi la stanza di nascita, la cappella della conversione, il salone da pranzo, i maestosi ciclopici caminetti.

Poi vieni condotto in una serie di anditi bui alle cui pareti si aprono finestrelle illuminate, dei diorami, che raccontano la vita del Santo.

E da qui scendiamo attraverso una splendida scalinata immersa in una esplosione di luce, che gli arriva da generose aperture, pur con la giornata uggiosa, luce che il marmo molto chiaro amplifica e fa brillare.

 

 

  

E’ tutto molto ben illustrato nella casa fortezza inglobata nel complesso del santuario. Visiti quindi la stanza di nascita, la cappella della conversione, il salone da pranzo, i maestosi ciclopici caminetti. Poi vieni condotto in una serie di anditi bui alle cui pareti si aprono finestrelle illuminate, dei diorami, che raccontano la vita del Santo.

 

E da qui scendiamo attraverso una splendida scalinata immersa in una esplosione di luce, che gli arriva da generose aperture, pur con la giornata uggiosa, luce che il marmo molto chiaro amplifica e fa brillare.

 

Eravamo solo io e Rita. Non parlavamo, non era opportuno, comunicavamo solo con le espressioni del viso, il movimento degli occhi e qualche moderato movimento della mani. Il tutto sincronizzato, quasi una cornice a ciò che vedevamo e che volevamo cristallizzare nei ricordi che tali restassero sempre.  

 

21.01.2013

Lettera di P. Tonino Taliano dalla parrocchia di S. Jean Baptiste a Ecar Faravohitra (Vedi)

  

 
 
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